Sarà stato il 1978 quando sono entrato per la prima volta al New Jimmy di Riccione. Di quel momento ho due ricordi fulminanti. Uno riguarda un mio amico, figlio di pescatore, che aveva “strippato” o era “s-trippato“. Cercava le canocchie sul fondo di un piccolo acquario. L’altro è stato ascolto di un pezzo mai ascoltato prima.

 

 

Per me fu una folgorazione. Le mie orecchie , abituate ai suoni di Gianni Indino allora dj dell’Embassy di Rimini, non erano preparate al ritmo incalzante di questo pezzo. Lo ricordo benissimo come fosse adesso. Il sound di Hamilton Bohannon è riconoscibilissimo; basso, batteria e chitarra wah-wah. Anche questo brano comincia in questo modo e prosegue fino al momento in cui per la prima volta Bohannon inserisce gli archi nei suoi pezzi. Sembra il preludio ad una apoteosi sinfonica come si evince dal titolo, ma non è così. Ritorna bruscamente in linea con gran cassa e chitarra wha-wha poi ……. Disco Bohannon Symphony e ……. un crescendo al piano finemente mixato sulla base sottostante. Un genio. Da genio a mito in un attimo.

Un pò di storia.

William Hamilton Bohannon è nato a Newman in Georgia il 7 Marzo del1943. Laureatosi in Educazione Musicale alla Clark Atlanta University inizia ad insegnare prima di accettare un contratto come batterista per una band che comprendeva un allora sconosciuto Jimi Hendrix. All’epoca un giovanissimo Stevie Wonder lo vuole con se per il tour del 1965. Stevie, arrivato al successo due anni prima all’età di 13 anni, è già famoso per essere stato al primo posto in classifica con “Fingertips (Pt. 2)”. Alla batteria un certo Marvin Gaye.

Bohannon si trasferisce a Detroit dove lavorò fino al 1967 per Stevie Wonder. Il suo stile impressionò i dirigenti della Motown, etichetta icona dell’integrazione razziale, che lo fecero responsabile degli arrangiamenti dal vivo di tutti gli artisti Motown.

Nel 1972 la Motown si trasferisce a Los Angeles e Bohannon decide di non seguirla e rimanere a Detroit. Lo stesso anno firma il contratto con la Dakar / Brunswick e pubblica agli inizi de 1973 il suo primo album: Stop & Go. In questo album le sonorità di Hamilton Bohannon sono rappresentate dagli artisti che lo accompagnano. Per fare alcuni nomi, Wah Wah Watson, Ray Parker, Travis Biggs, and Mose Davis.

Non sto ad elencare tutta la sua discografia che si può googolare facilmente sul web ma vorrei rimarcare la genialità di questo artista. Credo, ma è una mia opinione che Hamilton Bohannon sia stato, uno dei precursori di questi tempi. Usciva dagli schemi del funky puro e della disco. Il suo sound ridotto all’osso fatto di basso, batteria, chitarra, un minimo di voce e un pò di elettronica fissava indelebilmente le tracce con quel ritmo ipnotico e assillante tirato al limite della sopportazione.

Ascolta questo brano del 1978 e dimmi se non potrebbe essere attuale.

Negli anni ha mantenuto questa linearità fino al culmine della sua carriera con l’uscita dell’album “Summertime Grove” poi scomparve nell’ondata commerciale di quel periodo.

SUMMERTIME GROOVE del 1978 è l’album che lo porta agli apici delle classifiche mondiali con il pezzo “Let’s Start The Dance” con la partecipazione vocale di Caroline Crawford conosciuta ai tempi della Motown. La voce squillante di Caroline Crawford contraddistinguerà il marchio Bohannon anche nell’album “To hot to hold” del 1979 come vocal featuring, poi firmerà un contratto con la Mercury da solista e Bohannon sarà il suo produttore.

Dal 1980 Bohannon ha continuato a realizzare album utilizzando nuove vocalist come Liz Lands and Altrinna Gray  ma con scarso successo. Ha continuato a realizzare e produrre i suoi album fino al 1998 con l’uscita di “Footstompin Music“.

Ora vive ad Atlanta con la sua famiglia e si gode i guadagni accumulati nel corso degli anni con il suo lavoro di artista e di produttore.  In questi ultimi anni l’avvento dei campionatori ha suscitato notevole attenzione nei giovani produttori per la sua musica. Richard Vission “Humpty”, That Emotion Benzina, Jose Melendez, Jay-Z, DJ Lynnwood, DJ Irene sono solo alcuni che hanno remixato le sue basi musicali e rinverdito i suoi fasti.

Nel nuovo millennio, Hamilton composto canzoni per Mary J. Blige, scritto la colonna sonora del film Daddy’s Little Girls’ di Tyler Perry e non per ultimo ha edito un audio-libro dove ricorda i tempi passati con gli artisti della Motown dal titolo ‘Bohannon Speaks from the Beginning’. Costa 19 $ sul web.

 

Riconosco che la sua musica non sia facile da digerire ma dobbiamo accreditare la costanza di questo artista nello spingere un sound in contrasto con la linea musicale del tempo. Il “killer del funky” lo chiamavano.

Ma se così non fosse che artista sarebbe.